Museo_Documentazione_Civilta_Contadina_Friulana_Farra_Isonzo

Museo di documentazione della Civiltà contadina friulana

Il complesso, risalente alla fine del Settecento, fu edificato dagli Strassoldo, antichi possidenti della località di Villanova, per le famiglie dei coloni.

Il percorso museale ripropone le ambientazioni, corredate da oggetti d’uso e strumenti di lavoro, relative alla vita domestica e alla religiosità popolare, al lavoro agreste e alla viticoltura, nonchè ai mestieri tipici della società contadina come il falegname, il bottaio, il fabbro e il calzolaio. Altre sezioni sono dedicate alla nascita dell’istituzione delle Casse rurali e all’allevamento del baco da seta: qui, infatti, nel 1724 l’Imperatore Carlo VI fece realizzare un filatoio e la pianta del gelso divenne il simbolo del comune di Farra.
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Strada della Grotta 8, Farra d’Isonzo

Servizi: visite guidate, laboratori didattici, bar; accessibile ai disabili

Informazioni: www.museofarradisonzo.it

Orari di apertura: mercoledì 9.30-11.00 e su prenotazione

Tel.: 0481 888567

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ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI GORIZIA

Palazzo_Attimis_Maniago

Palazzo d’Attimis-Maniago

Il Palazzo, eretto in piazza Italia in centro a Maniago, è un grande edificio del XV secolo, formato da tre corpi affacciati sulla piazza, le pertinenze rustiche (scuderia, granai), il giardino all’italiana (già accatastato in epoca napoleonica) e il grande parco.

La trasformazione ed il completamento della struttura come la vediamo oggi ebbero luogo fra il 1513 ed il 1750. Agli inizi del Seicento, la famiglia dei Signori di Maniago abbandonò il vecchio castello che si ergeva sopra l’abitato per trasferirsi nel centro del paese. La sistemazione definitiva e gli abbellimenti della residenza furono curati nel Settecento dal conte Fabio I di Maniago.

Sulla facciata più antica del Palazzo che dà sulla piazza si può ammirare un affresco (1550 circa), attribuito a Pomponio Amalteo, che raffigura il Leone di San Marco con, al posto del Vangelo, lo stemma del casato maniaghese. Nell’edificio accanto spicca una bella loggetta del Cinquecento di linee semplici.

Oltre un suggestivo giardino che si apre dietro il Palazzo, c’è un parco di circa 8 ettari che si estende fino ai piedi delle rovine del vecchio castello che sorgeva sulle vicine alture. Il parco oggi ospita una scuola ippica con delle scuderie.

Le vecchie scuderie del Palazzo invece si trovano sul lato sinistro del parco, dietro la chiesa dell’Immacolata.

 

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Lago_Cavazzo

Lago di Cavazzo

Il Lago di Cavazzo, di origine glaciale, sorge a 195 m s. l. m. ai piedi del Monte Festa e del Monte San Simeone, nel territorio dei comuni di Cavazzo Carnico, Bordano e Trasaghis (da cui il suo altro nome, Lago dei Tre Comuni). Con il suo perimetro di circa 6.500 metri è il più vasto lago naturale del Friuli Venezia Giulia. È alimentato sia artificialmente sia da sorgenti naturali sotterranee. Le sue coste sono piuttosto scoscese.

Un vasto canneto occupa parte della riva meridionale del lago: un ambiente ideale per la riproduzione di diverse specie di pesci e volatili, soprattutto per le specie tipiche delle acque tiepide, che trovano il loro habitat ideale nell’acqua di temperatura più mite nel fitto canneto e nei bassi fondali stagnanti. Il resto del lago infatti è caratterizzato da temperature più fredde. La fauna ittica è composta da lucci, tinche, anguille, alborelle, cavedani, sanguinerole, spinarelli, agoni, trote fario, carpe, persici reali e trote iridea.

Lungo i sentieri che costeggiano le rive si trovano diverse postazioni dedicate al bird-watching, da cui poter ammirare l’avifauna lacustre: la gallinella d’acqua, la folaga, il martin pescatore. Nel canneto nidificano il tarabuso, il tarabusino e il germano reale. Il lago offre rifugio ad alzavole e marzaiole, all’oca granaiola, al mestolone e al codone. A volte è possibile osservare anche l’airone cenerino.

Sulle sponde del lago di Cavazzo è presente pure la vipera dal corno.

Il territorio è ricco di sentieri naturalistici e di percorsi ciclabili, oltre ad aree di sosta attrezzate. Sul lago si possono praticare sport acquatici come il canottaggio, il windsurf, la vela, la pesca sportiva. Le sue acque sono balneabili e c’è la possibilità di noleggiare pedalò e barche.
 

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Sacrario_Militare_Redipuglia

Sacrario militare di Redipuglia

Il più grande Sacrario militare italiano sorge sulle pendici occidentali del Monte Sei Busi, cima contesa con gravi perdite umane nella prima fase della grande guerra. Sulla monumentale scalea sono allineate le tombe dei centomila caduti e il sepolcro del Duca d’Aosta, comandante della Terza Armata. Sulla sommità del colle un frammento di colonna romana, proveniente dagli scavi di Aquileia, è posto a memoria dei Caduti di tutte le guerre “senza distinzione di tempi e di fortune”.

Il progetto del 1938 si deve all’architetto Giovanni Greppi, mentre allo scultore Giannino Castiglioni spettano la Deposizione e le formelle della Via Crucis poste nella cappella votiva; sopra a quest’ultima si trovano le tre massicce croci in bronzo.

Questo mausoleo venne realizzato di fronte al Colle Sant’Elia che fu già cimitero di guerra. Tutta l’area su cui insistono ancora gallerie, trincee, crateri, munizioni inesplose e nidi di mitragliatrici, è stata convertita a parco della Rimembranza.

Ogni 4 novembre sul Sacrario si commemorano tutti i Caduti della prima guerra mondiale.

 
 
 

Informazioni


Indirizzo: via III Armata, Fogliano Redipuglia

Servizi: bar, fototeca; accessibile ai disabili

Informazioni: presso l’Ufficio di informazione e accoglienza turistica di Fogliano Redipuglia, via III Armata 54 – tel.: +39 0481 489139; www.prolocofoglianoredipuglia.it; e-mail: plfogliano@tiscali.it

Orari di apertura: sempre visitabile

Tel.: +39 0481 489024

Fax: +39 0481 488120

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Giardino_Castello_Susans_Majano

Castello di Susans

Il Castello di Susans sorge sull’omonimo colle nella piana del Tagliamento. Si ritiene che l’antico fortilizio medievale, sulle cui fondamenta è stata poi eretta l’odierna Villa Colloredo, sorgesse già sul preesistente basamento di una torre romana o tardo antica.

Il maniero sarebbe stato edificato nel 1304 da Federico di Pers e da Asquino di Varmo, distrutto nel 1315 dal conte di Gorizia, riedificato e ceduto ai Colloredo nel 1337; la sfortunata fortificazione fu incendiata e definitivamente distrutta dai Zamberlani nel corso della rivolta del 1511.

Attorno al 1630 Fabrizio di Colloredo promosse l’edificazione della moderna villa di impianto ‘toscaneggiante’, il cui progetto è attribuito all’architetto mediceo Matteo Nigetti. Il giardino, chiuso da un’esedra semicircolare a meridione, dovrebbe analogamente risalire al XVII secolo, così come il giardino formale. Mentre gli impianti arborei sarebbero ascrivibili ai decenni più recenti, ad eccezione dei superstiti esemplari di cipresso dalle dimensioni monumentali che punteggiano lo storico viale di accesso.

 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Frazione Susans, Majano

Superficie totale: 1,50 ha

Impianto planimetrico: all’italiana

Condizione giuridica: proprietà privata

Peculiarità scenografiche e compositive: aiuole, recinzione in pietra a torri angolari, viali

Specie botaniche di rilievo: cipresso, tasso

Orario di apertura: sabato e domenica 15.00-18.00

Tel: +39 0432 948090

e-mail: info@castellodisusans.com

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Mostra_Miniera_Rio_Resartico

Mostra della Miniera del Rio Resartico

Alle pendici del Monte Plauris l’estrazione mineraria è stata a lungo una delle principali attività economiche dell’intera comunità dell’alta valle del Rio Resartico. Dalla fine dell’Ottocento e fino a primi anni cinquanta nella miniera si estraevano gli scisti bituminosi da cui si ricavavano oli minerali pesanti e l’ittiolo, distillati nella vicina Resiutta. Grazie all’olio che proveniva dal Resartico fu realizzata la prima illuminazione pubblica della città di Udine.

Seguendo il sentiero battuto dai minatori che risalevano la valle è possibile effettuare l’escursione al Ricovero del Resartico e alla vecchia miniera (lungo il percorso è possibile osservare il “sasso del diavolo” entro cui si conservano fossili tipici della Dolomia Principale).

Nel vecchio Borgo Minerario, a quota 900 m, sorge un ricovero a disposizione degli escursionisti, mentre proseguendo ancora lungo il sentiero segnalato si raggiunge l’imbocco della galleria di carreggio: il tratto iniziale della cavità, messo in sicurezza dall’Ente Parco, è visitabile su prenotazione con l’accompagnamento di una guida.

La mostra della Miniera del Rio Resartico di Resiutta illustra con suggestive foto, pannelli didattici e postazioni multimediali le attività che si svolgevano in miniera e gli aspetti ambientali dell’area; sono qui raccolti campioni di rocce e le attrezzature utilizzate dai minatori. Un plastico della valle ricostruisce l’andamento degli strati minerari e delle gallerie.

 

Informazioni

Indirizzo: Via Roma 32, Resiutta

Tel.: 0433 550241

Informazioni: www.parcoprealpigiulie.it

E-mail: resiutta@parcoprealpigiulie.it

Orari di apertura: nei mesi invernali sabato e domenica 9.00-13.00 e 14.00-17.00; nei mesi estivi da martedì a domenica 9.00-13.00 e 14.00-17.00

Ingresso: gratuito

Come arrivare: alla miniera si arriva percorrendo il sentiero CAI n. 702, partendo dalla borgata di Povici di Sopra e proseguendo lungo il sentiero che costeggia il Rio Resartico

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Castello_Partistagno_Attimis

Castello di Partistagno

Il feudo e il castello di Partistagno (in origine Perthenstein, “rocca splendida”) appartennero alla famiglia bavarese dei Mosburg. Nel 1170, Vodolrico di Moosburg, già Marchese di Toscana, ne fece dono – assieme al castello superiore ed inferiore di Attimis – al Patriarca Vodolrico II di Treffen, che lo concesse in feudo nel 1172 ai di Cuccagna, che assunsero il nome. Tuttavia, pochi decenni dopo, i Partistagno si ribellarono agli ordini dell’Imperatore Federico II di Germania, che fece abbattere il castello nel 1239.

Il sito dovette ospitare un’opera munita fin dall’età romana vista la presenza di edificazioni coeve: un vallo, una torre e una cisterna. La rocca dopo i recenti lavori di restauro si presenta piuttosto articolata e comprende l’antica torre-mastio, il palazzo trecentesco ornato da una serie di bifore e la chiesetta di Sant’Osvaldo con l’affresco attribuito alla scuola di Vitale da Bologna.

 
 
 
 
 
 

Informazioni


Indirizzo: Località Borgo Faris, Partistagno (Attimis)

Stato di conservazione: ruderi; in fase di restauro

Informazioni: www.museoattimis.it; www.consorziocastelli.it

Visite: solo esterni

Come arrivare: sentiero

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