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Parco del Castello Morpurgo

Il complesso sorge sul colle di Buttrio e domina l’intera pianura fino al mare. Lo circonda un vasto parco che si sviluppa sulle pendici, composto da alberi d’alto fusto, terrazze erbose a ridosso della cinta merlata, che digradano verso i grandi terreni coltivati e i vigneti.

Il Castello di Buttrio, antecedente al XII secolo, fu distrutto nel 1306 e riedificato più volte nel corso dei secoli successivi, subendo ampie trasformazioni e ristrutturazioni. Entrato a far parte dei possedimenti della famiglia de Portis nel XVII secolo fu riadattato a villa. In seguito passò in proprità ai Varmo e quindi ai Morpurgo che all’inizio del XX secolo lo cedettero all’Ospedale civile di Udine.

Nel 1994 il complesso fu acquistato all’asta dall’impresa Vidoni prima di entrare in possesso della famiglia Felluga. Il decreto di vincolo a cui è soggetto il bene dal 1985 impedisce l’alterazione della morfologia dell’edificio e di tutta l’area circostante: «Un giardino-corte antistante i palazzetti è chiuso da un antico muro merlato verso la strada, sormontato da statue verso un altro giardino sottostante collegato con il primo da una doppia scalea. Il valore strategico dell’antico sito è messo in risalto dall’ambientazione del complesso […] su terreni digradanti a vigneto».

La manutenzione del parco è, pertanto, costantemente supervisionata dalla Soprintendenza.

 

Informazioni


Indirizzo: Via Enrico Morpurgo 9, Buttrio

Superficie totale: 7,94 ha

Impianto planimetrico: informale (parco), a prato, a terrazze (giardino)

Condizione giuridica: proprietà privata

Specie botaniche di rilievo: alloro, carpino bianco, carpino, cipresso, magnolia, noce

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ALTRO IN ZONA ALTRO IN PROVINCIA DI UDINE

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Area archeologica Iulium Carnicum

Iulium Camicum, la più settentrionale delle città dell’Italia romana, rivestì sempre un’importanza strategica per la sua posizione, anche prima dei romani, che la posero a guardia della via consolare che collegava l’Impero Romano con il Nord Europa. Nata probabilmente come insediamento militare, fu sempre ricostruita dopo ogni devastazione barbarica.

I resti archeologici oggi visibili sono di età augustea, anche se probabilmente molto è ancora sepolto. Il Foro venne ampliato con una Basilica civile costruita sul lato Sud: di tutto ciò restano la base del portico, coperto da un colonnato a capitelli tuscanici, una parte della platea lastricata con le basi di alcune statue, il podio del tempio e un vano seminterrato della Basilica (il criptoportico) con scalone di accesso al primo piano. Inoltre, in un angolo del Foro, protetto da una copertura, si può ammirare un pavimento a mosaico geometrico di una casa romana del I secolo a. C.

 
 
 
 
 
 

Informazioni


Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum

Via Giulio Cesare, 19 – 33020 Zuglio (UD)

Tel.-fax: + 39 0433 92562

e-mail: museo.zuglio@libero.it

Sito: www.comune.zuglio.ud.it

 

Orario di apertura: l’area archeologica del Foro romano viene aperta su prenotazione per gruppi e scolaresche contattando il Civico Museo Archeologico Iulium Carnicum.

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Parco del Castello di Spessa

Un’antica struttura fortificata presidiava il colle di Spessa già nel XIV secolo e, tra Cinquecento e Seicento, passata in mano ai conti della Torre, fu convertita in villa di campagna con annessa azienda agricola rinomata per la produzione di vino.

Nel 1872, alla morte del conte della Torre Valsassina, il complesso fu diviso tra le proprietà della Mensa episcopale di Gorizia e, in parte, in quelle della famiglia triestina Volcker, che ne affidò la ristrutturazione all’architetto storicista Ruggero Berlam. Nel 1913 fu acquistato dai baroni triestini Economo, che effettuarono consistenti interventi nel parco e realizzarono un giardino all’italiana antistante la villa.

Nel 1925 divenne proprietà dei Segrè Sartorio e, dopo la seconda guerra mondiale, fu ereditato dal figlio adottivo della coppia, Michele Stavro Santarosa, di origini greche. Nel 1981 il complesso, ormai trasformato in azienda vinicola, venne acquistato dall’imprenditore friulano Loretto Pali.

Negli ultimi trent’anni sono stati attuati numerosi lavori di recupero – durante la seconda guerra mondiale il parco era stato completamente minato – e poco dopo il 2000 è stato realizzato un campo da golf. Infine, nel 2010, per rendere omaggio a Giacomo Casanova, che soggiornò a Spessa nel 1773, è stata tracciata una romantica passeggiata, che fra bersò, balconate ornate di statue e alberi secolari, conduce fra le tabelle in ferro battuto dove sono incise frasi di Casanova sull’amore, le donne, l’amicizia, la vita.

 

Informazioni


Indirizzo: Via Spessa 1, Spessa (Capriva del Friuli)

Superficie totale: 3,40 ha

Impianto planimetrico: irregolare con inserti geometrici (giardino), schema libero (parco e campo da golf)

Condizione giuridica: proprietà privata

Peculiarità scenografiche e compositive: aiuole, cappella, pozzo, reperti romani, vialetti

Specie botaniche di rilievo: catalpa, cipresso italico, farnia, ippocastano, fotinia, pioppo nero, sophora, spino di Giuda

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La Spiaggia di Snoopy

La Spiaggia di Snoopy, dedicata ai cani, è situata a Grado Pineta, in viale dell’Orione 10/A. L’accesso, a pagamento, è consentito ai cani con libretto sanitario aggiornato e museruola (da usarsi solo in caso di necessità), collare antipulci o analogo trattamento.

La bella spiaggia sabbiosa è ampia più di 7.000 mq e offre postazioni di circa 50 mq dotate di ombrellone, lettino sdraio normale e lettino per gli animali. I numerosi servizi disponibili vanno dalle fontanelle alle docce per gli animali, dall’area agility alle zone ombreggiate. I cani possono accedere al mare al guinzaglio o liberi, sotto il controllo del padrone, nell’area delimitata dalle boe; naturalmente anche la zona bar e ristorazione è accessibile ai cani al guinzaglio. Lo stabilimento può fornire, su richiesta, controlli veterinari e, su prenotazione, un servizio di dog-sitter, magari per permettere al padrone l‘emozione di cavalcare le onde del mare con un windsurf o un kitesurf.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Palazzo delle Poste

Il Palazzo, già sede dell’imperial regia direzione delle poste e telegrafi dell’impero asburgico, fu progettato dall’architetto austriaco Friedrich Setz ispirandosi al palazzo di Giustizia di Vienna. L’imponente edificio eclettico, inaugurato nel 1894, si apre su piazza Vittorio Veneto per le Poste e su Largo Panfili per la sede dell’Intendenza di finanza, mentre sulle vie laterali si aprono i portoni da cui transitavano i carri postali.

Sulla facciata delle Poste un colonnato di ordine gigante incornicia le finestre timpanate, mentre all’ultimo piano le bifore si alternano a sei statue che rappresentano la Navigazione, la Ferrovia, il Commercio, la Viticultura, l’Agricoltura e l’Industria. Le sculture della facciata del Palazzo dell’Intendenza della Finanzaraffigurano, invece, Coniazione, Commercio, Industria Mineraria, Fisco, Economia e Stato.

Da notare sono gli inconsueti “Putti Postini“, posti sui timpani delle due entrate laterali di via Milano e via Galatti: uno con il berretto degli ufficiali postali austro-ungarici, la borsa a tracolla e recante due lettere in mano, mentre l’altro, che impugna la frusta del postiglione, suona la trombetta.

Oggi è sede degli uffici postali e del Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa.

 

Informazioni


Indirizzo: Piazza Vittorio Veneto1, Trieste

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Grotta del Mitreo

Ai piedi del Monte Hermada si apre una piccola grotta carsica in cui fra il II e il V secolo d. C. si praticava il culto del dio Mitra, diffuso nel mondo romano dalla fine del I secolo d. C. sino all’avvento del Cristianesimo. Vicino alla grotta ci sono le risorgive del fiume Timavo, dove in epoca romana si veneravano il corso d’acqua divinizzato, Diomede e Saturno.

La grotta, ostruita da una notevole quantità di pietrame, venne scoperta nel 1963 e lo scavo portò alla luce numerosi resti tardoromani, tra i quali due rilievi in calcare con la figura di un giovane che sacrifica un toro al dio Sole, un pilastrino con un’iscrizione incompleta, frammenti di bassorilievo, resti di vasellame, moltissime lucernette e monete (offerte votive) e un blocco di pietra squadrato, probabilmente l’ara su cui si svolgevano i sacrifici. Tutto il materiale archeologico fu portato nel Museo di Aquileia. Grazie agli oggetti ritrovati si stabilì che la grotta era stata un tempietto dedicato al dio Mitra.

Al di sotto dello strato romano si è trovato qualche resto ceramico dell’età dei castellieri.

Al centro della grotta ci sono due banconi paralleli dove sedevano i partecipanti ai rituali; in mezzo c’è il blocco di calcare squadrato. Sulla parete in fondo alla grotta si trova il calco di una lapide sostenuto da colonnine che raffigura il dio Mitra mentre sacrifica il toro con la seguente scritta: “All’invitto dio Mitra Aulo Tullio Paumniano offre per la sua salute e per quella dei suoi fratelli“.

Il Mitraismo era un’antica religione ellenistica, che divenne molto popolare tra i soldati romani. Il culto era celebrato in luoghi sotterranei, spesso vicino a porti e sedi di guarnigioni. Il Mitraismo scomparve dopo il IV secolo quando, con l’avvento del cristianesimo, i culti pagani vennero vietati ed anche questo tempio fu abbandonato e probabilmente devastato. Questo Mitreo è uno dei più antichi dell’Occidente e uno dei pochi collocati in una cavità naturale, se non l’unico al mondo.

 

Come ci si arriva: la grotta si trova in una piccola dolina dalle pareti scoscese, all’altezza del cimitero. Si percorre la statale 14 da Monfalcone verso Duino, sino al bivio che porta al centro del paese; poco dopo, sulla sinistra, si diparte una stradina che porta alla caserma della Forestale; da qui si prende un largo sentiero sulla sinistra e lo si percorre fino quasi a raggiungere il sottopasso dell’autostrada; poco prima di arrivarci si imbocca il sentierino che scende verso la cavità naturale. L’ingresso è protetto da un recinto per evitare gli scavi abusivi; le chiavi del cancello sono custodite dalla Soprintendenza.

 

Informazioni


Orari di visita: giovedì 09.30 – 11.00, ingresso gratuito

Informazioni: Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia,

tel. +39 040 4261411 – e-mail: sba-fvg@beniculturali.it

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Borgo di Santa Margherita del Gruagno

Località antichissima, Santa Margherita del Gruagno viene ricordata col nome di Groang nella seconda metà dell’VIII secolo. A partire dal X secolo è attestata la presenza di un castello, oggi perduto, attorno al quale, nel basso Medioevo, si strinse il borgo fortificato cinto da mura, ancora oggi visibili insieme alla torre. Al centro del borgo spicca l’antica pieve di Santa Margherita, eretta sul sacello dedicato a Santa Sabida, culto qui praticato fin dall’VIII secolo, di cui si possono vedere ancora i resti. Ben conservate la cinta muraria della cortina e la torre porta, che mantiene resti dei camminamenti di ronda. Belli anche i rustici in pietra con ampi portali voltati.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Informazioni


Dove: Via del Gruagno, Moruzzo, provincia di Udine

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